Comunità Viva

ImmagineDon Francesco Garofalo- Parroco

Cambia la guida anche nella parrocchia della vicina Martellago: don Giorgio Riccoboni, che nei giorni difficili di don Flavio Gobbo era venuto a Spinea in qualità di vicario foraneo del vicariato di Mirano a spiegare ai fedeli la situazione, lascia la parrocchia di Santo Stefano Protomartire e diventerà parroco della cattedrale di Treviso e della chiesa di San Martino, sempre a Treviso, in sostituzione di monsignor Giorgio Marcuzzo che cessa dal suo incarico per raggiunti limiti d’età. Un incarico prestigioso per l’attuale parroco di Martellago. Al suo posto arriverà in paese don Francesco Garofalo (nella foto), 45 anni, che finora ha insegnato allo Studio teologico interdiocesano di Treviso-Vittorio Veneto e all’istituto di Scienze religiose “Giovanni Paolo I”, ed è già stato padre spirituale nella comunità teologica del Seminario Maggiore. In passato è stato anche cappellano a Salzano. L’annuncio è stato dato durante le messe del fine settimana, il cambio avverrà anche in questo caso a fine estate.

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Risultati immagini per DON CLAUDIO SARTORDon Claudio Sartor – Cappellano

MARTELLAGO. La comunità di Martellago si prepara a dare il benvenuto al nuovo diacono, che domani farà ufficialmente il suo ingresso in parrocchia. Claudio Sartor (nella foto), 35 anni, è un diacono di casa perché proprio nel Miranese ha iniziato il suo percorso di fede, in particolare a Spinea, grazie al supporto del parroco dei Santi Vito e Modesto don Antonio Genovese. Dopo essere diventato diacono in aprile nel corso della cerimonia che si è tenuta nel duomo di Montebelluna alla presenza del vescovo Gianfranco Agostino Gardin, don Claudio è stato tra gli animatori della parrocchia di Castello di Godego, a Treviso, che lo ha salutato con una festa lo scorso fine settimana. A Martellago don Claudio si occuperà principalmente della pastorale dei giovani. Domani sarà presentato dal parroco don Giorgio Riccoboni nelle messe della mattinata. «Spero di inserirmi bene in questa nuova comunità e di poter lavorare per il bene di questo paese e per i giovani, e anche di portare una buona testimonianza di Fede» dice don Claudio «guidato dallo spirito del nuovo Papa Francesco».

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Don Luigi Boffo – Parroco emerito

Carissimi vecchi parrocchiani,
vi scrivo ancora una breve lettera per comunicarvi i miei desideri. Certamente non potete sapere quello che desidero se non ve lo dico, perciò ho pensato di dirvelo con semplicità.
Ora ho cambiato ruolo. Sono parroco in pensione, presente nella Parrocchia che ho servito per 34 anni. Ora sono invitato ad aiutare secondo le mie limitate capacità. Ringrazio il nuovo parroco don Giorgio  che mi ha accolto con grande bontà e rispetto.
Cosa desidero?
Desidero fare la volontà di Dio.
Desidero fare tutto il bene che posso.
Desidero avere pazienza.
Desidero pregare, celebrare la Messa, confessare tutti coloro che me lo chiedono, questo mi fa molto piacere.
Desidero visitare i malati, almeno alcuni, e portare loro il conforto dei Sacramenti.
Desidero salutare tutti, accogliere quelli che vengono a visitarmi.
Ho sentito da alcuni che non vengono a visitarmi per paura di disturbare. Vi assicuro che non disturbate, anzi mi fate un grande piacere.
Sono a disposizione anche per ascoltare difficoltà, condividere croci e , se richiesti e graditi, dare consigli (l’età me lo permette).
Il tempo passa. Avrò sempre più bisogno dell’aiuto degli altri. Un tempo ho cercato di aiutare io gli altri, ora, come tutti gli anziani, ho bisogno degli altri.
Ringrazio tutti quelli che mi aiutano e che mi aiuteranno.
Mi affido a voi.
Vi saluto tutti con molta stima ed affetto
Don Luigi

 Carissimo don Luigi, a nome della Comunità mi è stato chiesto di esprimerLe la nostra gratitudine per i 34 anni di ministero svolti come parroco in mezzo a noi.

 Questa sera di festa per i suoi ottant’anni ha radunati, ancora una volta attorno a Lei,  ragazzi, giovani e adulti, esprimendo quella comunione  alla quale in tutti questi anni tante volte ci ha richiamati.

 È bello esserLe vicino in questo momento così significativo della sua vita.

Sicuramente in questi mesi tante volte si è soffermato a riflettere sul cammino pastorale che come padre ha condiviso con noi in questi oltre trent’anni. Noi, suoi figli spirituali, vi riconosciamo un cammino fecondo, segno della presenza provvidente di Dio per noi, segnato in modo particolare nella guida alla preghiera, nell’impegno per la formazione e il sostegno alla famiglia, punti essenziali della Sua azione pastorale.

La preghiera.

“Ad un cristiano moderno la sola Messa domenicale non può bastare”. Questa la frase che quasi ogni domenica Lei era solito ripetere nel leggere, tra gli Avvisi Parrocchiali, i vari momenti e incontri di preghiera offerti settimanalmente. E a questa frase seguiva quasi sempre l’invito alla Confessione frequente, unico modo per restaurare la comunione con Dio e tra di noi.

La formazione.

Abbiamo apprezzato il Suo costante interesse per la Scuola Materna, perché fosse bella e funzionale nella struttura, ma soprattutto come luogo e momento di formazione cristiana per i bambini e i genitori.

Catechisti, aderenti all’Azione Cattolica, gli operatori pastorali, hanno avuto modo di comprendere come la formazione cristiana non possa fermarsi all’età scolare, ma che, in un mondo che muta in continuazione, deve “aggiornarsi” e affrontare i problemi e gli interrogativi che ogni giorno incontriamo.

La famiglia.

 “La famiglia è essenziale per la formazione umana e cristiana” , con queste parole Lei, don Luigi, spesso ci ha richiamato sull’importanza della famiglia; Gesù stesso ne ha avuto bisogno. E’ la piccola chiesa domestica su cui poggiano le fondamenta della Chiesa universale; è il luogo dove si respira la fede e si impara a pregare.

Con Lei abbiamo apprezzato tanti Campi Scuola Famiglie, scoprendone il valore come momento di riflessione e di preghiera personale, e i Gruppi Famigliari quali luoghi di formazione per le famiglie con le famiglie.

Le molte iniziative messe in atto in questi anni hanno impresso in modo forte il cammino di questa comunità cristiana. Ringraziamo Dio per il dono della Sua vita che si è spesa per ciascuno di noi, accompagnandoci in svariati momenti, felici o tristi, per vivere nella fede il tempo che ci è dato.

Ciò che Lei ha fatto nel cammino condiviso in questi 34 anni, sappiamo che ha trovato origine e vigore nella quotidiana celebrazione dell’Eucarestia, il luogo in cui in cui si genera e si celebra la comunione con il Signore e tra noi e il momento più eminente della sua azione pastorale e della nostra vita comunitaria.

Per questo motivo, abbiamo pensato di farle cosa gradita, procedendo al restauro del calice con il quale Lei ha celebrato la messa feriale lungo questi anni e attorno al quale continueremo ancora con Lei a celebrare il Sacramento dell’Amore



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