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SANTO INNOCENZO MARTIRE

Il culto dei Martiri fu accettato e permesso dalla Chiesa fin dalle origini come segno di pietà e comunione con i fratelli che avevano manifestato la loro fedeltà a Cristo fino all’effusione del sangue; la  venerazione era tale che l’Eucarestia si celebrava sopra le reliquie dei martiri.

Questa consuetudine si diffuse al punto che dal secolo VIII su nessun altare manca la “pietra sacra” contenente le reliquie di un martire, cosa questa che già dal secolo IX fece riscontrare diversi abusi e la commercializzazione delle reliquie.

Nel secolo XVI, con la riscoperta delle catacombe, ci fu una grande ripresa della devozione per i Martiri, ma aumentarono anche gli abusi e la commercializzazione delle reliquie tanto che nel 1669 papa Clemente IX istituì un’apposita commissione per regolare l’estrazione dei santi reperti.

Nel 1671 la N. D. Elisabetta Cornaro invita il marito Antonio Grimani, procuratore di S. Marco e ambasciatore a Roma, a chiedere al prefetto apostolico fra’ Eusonio d’Aquila una qualche reliquia per l’Oratorio di Ca’ della nave. Tra le molte ossa dei sepolcri nelle catacombe fu rinvenuto un corpo, cui fu attribuito il nome di Innocenzo, e fu donato alla  famiglia veneziana. I Grimani fecero trasportare a Martellago le ossa, che, benedette, furono poste nell’Oratorio. Da allora si cominciò a celebrare solennemente la festa del Santo Martire Innocenzo nella IV domenica di settembre.

Da più di tre secoli questo corpo è stato venerato nella nostra terra, i nostri progenitori e genitori lo hanno invocato come protettore ed intercessore contro i pericoli e le minacce del tempo.

Le sante reliquie rimasero nell’Oratorio di Ca’ della nave fino al 2007. Il 15 dicembre dello stesso anno le spoglie di S. Innocenzo martire furono trasportate nella chiesa arcipretale di Martellago intitolata a S. Stefano Primo Martire.



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