Comunità Viva

Il nostro Oratorio 1912 – 2012 verso il centenario

Due settimane fa don Giorgio mi ha convocato nel suo studio per chiedere la mia collaborazione in vista delle prossime celebrazioni che si andavano formalizzando per i 10 anni del Circolo “oratorio Papa Luciani”. Desiderava che io potessi tracciare una breve storia dell’oratorio attraverso le date e le iniziative più importanti, anche attraverso l’archivio parrocchiale.

Non ho potuto dire di no…. anche perché all’oratorio, dai “preti”, ci sono andato tante volte anch’io fin da ragazzino, quando con i miei fratelli e cugini spesso accompagnati da un adulto, in fila indiana a piedi si partiva da casa nostra situata in via ca’nove – (ed erano quasi tre chilometri) – per andare al cinema o al teatro soprattutto la domenica pomeriggio.

Ricordo ancora bene il pomeriggio  dei giorni festivi, il momento della preghiera in chiesa con mons. Barbiero, o con don Luigi,  riservato per noi ragazzi e poi di corsa ad infilarsi nella vecchia sala del cinema  con le sedute in legno a listelli, il palco, quel tipico odore di chiuso che emanava la grande sala, insomma per me era un momento di grande felicità. Anche se nella mia famiglia eravano 5 fratelli e di certo non mancavano i momenti di gioco, io aspettavo la questo appuntamento  perché all’oratorio c’era sempre una sorpresa, un momento che ti riservava stupore e contentezza…

In questi giorni festeggiamo il traguardo fin qui raggiunto dei 10 anni  del Circolo “Oratorio Papa Luciani” ma a ben vedere dai documenti dell’archivio parrocchiale questa meta si può tranquillamente moltiplicare per 10.

Guarda caso, proprio l’anno prossimo, precisamente il 29 novembre  ricorrono i 100 anni della “Casa del Popolo”.

Parlare di oratorio, mi fa venire in mente  San Giovanni Bosco e le sue molteplici attività a favore dei ragazzi svantaggiati.  Quando don Bosco nel 1864 mandò a Roma una relazione per l’approvazione della sua Pia Società scriveva: “L’opera degli oratori” era cominciata già nel 1841 con un semplice catechismo festivo nella chiesa di S. Francesco a Torino.

Il suo primo alunno Bartolomeo Garelli fu la pietra fondamentale dell’opera degli Oratori festivi, attraverso questo ragazzo che a sua volta richiamò alla partecipazione altri giovani l’oratorio crebbe a tal punto che si dovettero cercare spazi sempre più grandi per contenerli tutti.

Anche a Martellago abbiamo avuto nel secolo scorso, “mi si lasci fare questo paragone”  il nostro don Bosco locale, in don Giovanni  Bigolin parroco dal 1896 al 1917.

Questi è forse l’unico sacerdote nella storia della nostra parrocchia, che da cappellano passò direttamente a parroco nello stesso paese, questi fu in assoluto un  attento difensore del suo “gregge”. Egli, visti i tempi, siamo nel 1910,  sente l’esigenza di dotare la parrocchia di una  struttura dove raccogliere ed istruire i più deboli, i più sfruttati dalla società di allora.

La maggioranza della popolazione svolgeva un lavoro legato essenzialmente alla terra, e non era un fatto raro a Martellago vedere famiglie cacciate in mezzo alla strada dai padroni assieme a  vecchi e bambini. Ecco allora che per aiutare i suoi parrocchiani, per risvegliarne le coscienze, per convincerli a stare assieme, ad aiutarsi, perché è noto a tutti che “l’unione  fa la forza” fonda a Martellago “l’Unione Cattolica fra i lavoratori della terra”;  questa sera tra l’altro ho portato una testimonianza di quel sodalizio, cioè la sua bandiera, questo vessillo è la testimonianza  della prima associazione sorta tra le mura del nostro oratorio all’inizio del ‘900.

Mi preme ancora sottolineare, l’intelligenza e l’intuito  di don Giovanni Bigolin, difatti con la costruzione della “casa del popolo” su progetto dell’architetto Antonio Beni, fa si che una grande parte della popolazione adulta possa stabilmente avere una sede dove riunirsi per seguire dei corsi di aggiornamento sulla coltivazione della terra, per discutere anche di politica e soprattutto ha una sede per raccogliere nei giorni festivi i molti bambini per l’insegnamento del catechismo e anche per i successivi momenti di divertimento che sicuramente non mancavano.

La cronaca dell’inaugurazione tratta dalla Vita del Popolo, ci dice che  il  27 novembre 1912 furono presenti 400 fanciulli  alla cerimonia di benedizione da parte del Vescovo Longhin, il quale nel discorso di congedo  ebbe parole di elogio e di ammirazione proprio per la folta presenza di quest’ultimi che tra l’altro si cimentarono in una disputa sulla Dottrina Cristiana tanto da far rimanere a bocca aperta il Vescovo stesso. E se erano così bravi, il merito andava soprattutto  a don Giovanni Bigolin a cui stava a cuore non poco l’educazione dei più giovani!

Dopo la morte improvvisa di don Giovanni Bigolin a soli 50 anni nel 1917, e con l’arrivo nel 1919 di don Giuseppe Barbiero, nella casa del popolo viene allestita prontamente una sala cinematografica con una moderna macchina da proiezione per coinvolgere ancor di più i ragazzi a partecipare alla domenica a sani momenti di divertimento e socialità. Va detto anche che nel 1920 viene aperto il primo asilo infantile denominato “Virtus et labor” motto affrescato sulla facciata della casa del popolo e fino a non molto tempo fa ancora visibile…..

Virtù e lavoro! Parole semplici ma molto determinate! Le prime religiose che giunsero a Martellago furono le suore Mantellate di Pistoia che aprirono nello stesso anno anche l’asilo infantile di Maerne. La parrocchia di Martellago con don Giuseppe Barbiero, nonostante le difficoltà finanziarie che non mancavano mai, stava progredendo sempre più…  Oltre all’asilo, le suore organizzarono anche un laboratorio di taglio e  cucito per le giovani ragazze.

Merita qui ricordare, una delle ricorrenze più significative e importanti che a partire dagli anni ’30 coinvolgeva tutti i ragazzi della parrocchia, indistintamente maschi e femmine……… era la festa delle spighe.

Questa festa era una  baldoria per i ragazzi dell’oratorio,  l’impegno di raccogliere le disperse spighe rimaste a terra nei campi da poco mietuti, si trasformava in un alto momento di socializzazione e di  responsabilità. Tutti volevano partecipare per contribuire a formare un enorme covone all’interno della chiesa, successivamente le spighe venivano lavorate per farne farina per il confezionamento delle ostie e il surplus veniva dato alle famiglie più bisognose.  Le foto d’epoca della festa ci fanno vedere una marea immensa di bambini, e di genitori, segno indiscutibile che l’appartenenza alla parrocchia era qualcosa di veramente importante e insostituibile.

Di questa importante manifestazione (ora scomparsa) rimane un importante filmato del 1955 – un documento importantissimo per la storia del nostro paese.

Nel vecchio oratorio di Martellago, trovava inoltre sede anche l’Azione Cattolica, dai verbali si ricavano importanti notizie sulla vita della parrocchia e dell’oratorio, come  ad esempio quando nel 1943 per far divertire i ragazzi in tempo di guerra, viste le inevitabili ristrettezze, Antonello Guerrino, figura arcinota a Martellago (in quel tempo era delegato per gli aspiranti di azione Cattolica) si mette a costruire delle marionette. Il primo spettacolo venne eseguito il 5 settembre 1943 e il successo fu immediato tanto che durante le varie ricorrenze annuali come:

–       “la festa dei genitori”

–       “la giornata pro seminario”

–       “la festa del Papa”

–       “l’ora del dilettante”

erano deliziate da questi spettacoli e alle volte l’incasso andava a favore di opere di bene.

E’ curioso leggere in un verbale dell’azione cattolica – sezione aspiranti – del 22 settembre 1946 le note riportate dal segretario dove dice: “in questa adunanza l’assistente ha dato delle norme per il gioco. Norme per la recita del Rosario. Norme per la conquista per i fanciulli della strada”.

Don Giuseppe Barbiero per conquistare anche i più lontani si adoperò già dal 1937 a concedere la sala del cinema alla locale filodrammatica per varie rappresentazioni teatrali,   e la tradizione  continuò per molti anni tanto da rendere famosa la parrocchia di Martellago a partire dagli anni ’60 in gran parte della  diocesi di Treviso per la rappresentazione della Passione vivente. Questa rappresentazione veniva messa in scena proprio dai ragazzi dell’oratorio nel cortile dell’asilo essendo troppo piccolo lo spazio del cinema Spes. Anche il mese di maggio era allietato da una sacra rappresentazione  mariana all’aperto davanti al canonica dove tutti i bambini di prima comunione facevano la parte degli angeli.

E sulla scia del successo della Filodrammatica LUX, nome quest’ultimo aggiunto nel 1955 alcuni suoi componenti amanti della musica fondano il complesso delle rose che allieterà per un certo numero di anni piccole feste e sagre di paese. La Filodrammatica LUX si scioglierà nel 1980 e verrà rifondata con il nuovo nome di compagnia “Formigheta”.

Oltre al gruppo teatrale, presso l’oratorio trovava sede anche dal 1952 il Centro Turistico giovanile, costituito a livello nazionale già dal 1949 come servizio della gioventù italiana di Azione Cattolica, questa associazione guidata per molti anni da Antonello Guerrino è stata il motore promozionale di tante edizioni della sagra del Rosario per via dei molti concorsi fotografici organizzati, dei vari divertimenti e delle serate musicali  che caratterizzavano l’appuntamento annuale.

Ricordo inoltre altre date importanti quali: l’inaugurazione nel 1950 del campo da calcio parrocchiale, l’apertura nel 1955 nella sede del GIAC – gioventù di azione Cattolica della prima sala bar, successivamente  ampliata e gestita dal circolo ACLI. Quest’ultimo circolo costituito attorno al 1949 con lo scopo di costituire una forza innovatrice cristiana per la elevazione integrale del lavoro e della società italiana. Si voleva dimostrare che in questo settore non vi doveva essere esclusività di classe e di indirizzo politico. È degno ricordare inoltre la felice decisione dei dirigenti del circolo ACLI se nel 1963 si è provveduto ad istituire nel nostro Comune “La Cassa Rurale ed Artigiana ACLI S. Stefano” in seguito per disposizioni della Banca d’Italia venne tolta la sigla ACLI.  Come avete potuto sentire da quel lontano 1912  dopo la fondazione dell’Unione Cattolica tra i lavoratori della terra di fatti e avvenimenti ne sono successi molti tra le mura dell’oratorio.

Merita per ultimo ricordare anche e soprattutto l’operato di don Luigi.

Dal suo lontano arrivo nel 1975, le opere parrocchiali versavano in uno stato quasi rovinoso. Anche  i gruppi parrocchiali che frequentavano l’oratorio non erano molto floridi.

In pochi anni riuscì a completare e restaurare gran parte delle opere parrocchiali.

I maggiori lavori si realizzarono con:

– il completamento del nuovo cinema parrocchiale iniziato da don Saverio Goegan;

– il restauro delle aule della dottrina;

– l’allestimento di una sala giochi nel vecchio cinema;

– l’ampliamento dell’asilo;

– l’acquisto della casa montana a Bieno;

– la costruzione del nuovo oratorio Papa  Luciani.

Le opere eseguite con molti sacrifici, hanno arricchito senz’altro la nostra comunità, difatti sono state usate e riusate in lungo e in largo da migliaia di ragazzi, grazie  anche all’opera di coinvolgimento di don Luigi e dei suoi cappellani collaboratori.

L’anno prossimo come accennai all’inizio si celebreranno i 100 anni della Casa del Popolo che ha rischiato sotto il breve operato di don Saverio Goegan di essere demolita – per far posto ad un moderno e ampio patronato, ma per fortuna ciò non è avvenuto nonostante l’assenso della locale soprintendenza di Venezia. Per tale data,  nell’ambito della prossima sagra, c’è in progetto di fare una mostra documentale sulla storia dei fatti che vi ho narrato. Il nostro  archivio, ricco per tanti aspetti, è un po’ carente per quanto riguarda gli avvenimenti degli ultimi 50 anni, questa sera desidero invitare chi possiede foto, documenti, materiale che ci possa aiutare di farsi avanti, di mettersi in contatto con don Giorgio. Sono sicuro che si farà una bella mostra.

Luca Luise



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